Oggi ho deciso di scrivere a proposito di un tema che mi sta particolarmente a cuore poiché mi capita molto spesso di vedere siti web e blog che usano tag e categorie senza un reale criterio logico.

La premessa fondamentale è che un corretto utilizzo di questi strumenti può impattare drasticamente sulla SEO del tuo sito e dunque sul posizionamento dei contenuti all’interno dei motori di ricerca.
Se non sai di cosa parlo, ti consiglio di leggere questo articolo dedicato alla SEO.

In questo articolo ti spiegherò qual è la differenza tra loro e ti darò tutte le informazioni necessarie per poterle padroneggiare nel migliore dei modi.

A cosa servono categorie e tag?

Partiamo dal concetto principale per cui tag e categorie, sebbene diversi tra loro, svolgono la medesima funzione, ossia quella di semplificare la fruizione dei contenuti all’interno del sito.

Entrambi gli strumenti infatti vengono utilizzati per classificare e disporre i contenuti nelle diverse sezioni, permettendo così all’utente finale di trovare più semplicemente ciò che sta cercando.

Cosa sono le categorie?

Le categorie vengono utilizzate come metodo principale per la fruizione dei contenuti, sia che si tratti di prodotti di un e-commerce che di articoli di un blog.

Possono essere definite come dei macro-contenitori che raggruppano più elementi al loro interno e che allo stesso tempo ne definiscono la tematica trattata.

Per fare un esempio possiamo prendere un e-commerce che sceglie di suddividere i propri prodotti tra “uomo”, “donna” e “bambino”.

Una caratteristica fondamentale delle categorie è che possono essere gerarchizzate, ossia a loro volta suddivise in sottocategorie sempre più specifiche e dettagliate. La categoria “uomo” ad esempio potrebbe essere suddivisa in “maglioni uomo”, “magliette uomo”, “cappotti uomo” ecc.

Quanti livelli deve avere una categoria?

Questo aspetto necessita sicuramente un maggior approfondimento a cui dedicherò un articolo specifico in un secondo momento, ora ti basti sapere che più una categoria è specifica più si ha la probabilità di risultare esperti in quel settore agli occhi dei motori di ricerca.

Chiaramente però non ha senso creare sottocategorie estremamente specifiche se all’interno si hanno pochi contenuti, inoltre ricordati che più si aumentano i livelli e si sceglie di andare in profondità, più aumentano i click per raggiungere quel contenuto e più diventa per l’utente difficile da trovare.

Il mio consiglio è dunque quello di valutare attentamente la gerarchizzazione delle categorie in base alla mole dei propri contenuti, preferendo qualora si fosse impossibilitati a produrne, l’utilizzo di categorie più generiche piuttosto che tante sottocategorie semivuote.

Cosa sono i tag?

I tag sono leggermente differenti dalle categorie poiché, se usati correttamente, hanno lo scopo di etichettare alcuni contenuti in base a determinate caratteristiche non necessariamente di primaria importanza, ma allo stesso tempo rilevanti per il sito web.

I tag inoltre vengono utilizzati per muoversi trasversalmente tra contenuti appartenenti a differenti categorie.

Tornando al nostro e-commerce potremmo ritenere importante il fatto che le sottosezioni “maglioni” “magliette” e “camicie” condividano ad esempio la presenza delle maniche. In questo caso si potrebbero utilizzare i tag per visualizzare velocemente la selezione di tutti i prodotti a maniche lunghe piuttosto che di quelli a maniche corte.

A differenza delle categorie i tag non possono essere suddivisi in elementi più specifici e dettagliati ma possono essere gestiti esclusivamente su un unico livello.

Categorie e tag sono obbligatori?

L’utilizzo delle categorie non è obbligatorio, ma fortemente consigliato. Se non viene inserito nulla infatti WordPress imposta come categoria di default “senza categoria”, che sicuramente non risulta molto professionale agli occhi di chi naviga il sito.

Inoltre come ti dicevo avere un’architettura informativa ben strutturata impatta anche sulla SEO e facilita ai motori di ricerca la comprensione dei contenuti trattati.

Discorso diverso riguarda i tag, che non sono obbligatori e che consiglio di utilizzare solo se realmente necessari, sia per un discorso di SEO che per un discorso di usabilità del sito.

Per ogni tag che si sceglie di utilizzare su un prodotto o un articolo, viene creato automaticamente all’interno del sito un nuovo archivio contenente un duplicato di quell’elemento. Questa pratica se usata eccessivamente e senza criterio può risultare addirittura dannosa in chiave SEO, poiché i motori di ricerca penalizzano i contenuti duplicati.

Molto spesso capita inoltre di trovare sul web siti o blog che associano ai propri prodotti o articoli decine di tag, spesso utilizzati per quell’unico contenuto. Questa pratica è da considerarsi scorretta poiché non rappresenta un reale valore aggiunto per l’utente che naviga il sito, anzi contribuisce all’aumento del suo senso di frustrazione dovuto all’apertura di pagine semi-vuote.

Come utilizzare concretamente categorie e tag?

Una buona pratica è quella, qualora si decidesse di aprire un blog o un e-commerce, di avere chiaro fin dall’inizio quali contenuti andranno a popolare le pagine del sito, in modo tale da creare una struttura ad hoc che permetta di classificare ogni elemento in maniera univoca.

Qualora nel corso del tempo doveste avere l’esigenza di introdurre una navigazione completamente differente da quella preventivata, inizialmente potrete andare a gestirla tramite l’utilizzo di pochi e mirati tag.

Un esempio concreto:

mi piace sempre fare l’esempio della pasta alla carbonara, il mio piatto preferito.

Poniamo di aver aperto un blog di cucina e di aver scelto di creare una struttura a due livelli, dove nel primo si fa la distinzione tra “primi piatti” e “secondi piatti” e nel secondo per tempo di preparazione.

Se si prende l’esempio della pasta alla carbonara, all’utente sarà subito chiaro che dovrà cercarla all’interno di “primi piatti” e successivamente in “ricetta da 10 a 20 minuti” e non correrà alcun rischio di sbagliare.

Se in un secondo momento si dovesse avere la necessità di creare una sezione “ricette con l’uovo” che può riguardare sia primi che secondi piatti, sarebbe corretto gestirla tramite i tag, che non andrebbero infatti ad intaccare la logica con cui è stato costruito il blog.

In conclusione

Se usate correttamente, le categorie permettono di classificare i contenuti del tuo sito in maniera univoca all’interno di macro-aree che corrispondono alle principali tematiche trattate. Possono essere suddivise in sottocategorie sempre più specifiche qualora si avesse a che fare con una mole considerevole di contenuti.

I tag sono invece elementi aggiuntivi che permettono di etichettare i contenuti in base a caratteristiche condivise e devono essere utilizzati solo se possono rappresentare per l’utente finale un reale valore aggiunto durante la navigazione del sito.

Ricordati che i tag non sono Hashtag, non abusarne mai!